Non vorremmo che nessuno vada via triste, di fronte alla proposta del Signore Gesù che dice a ciascuno «Seguimi!». È invece la gioia il dono che vorremmo che abitasse nel cuore dei più giovani, dei ragazzi a noi affidati. «Una gioia grandissima», come quella che provarono i Magi al vedere la stella che indicava la presenza del bambino Gesù, quella stessa «grande gioia» che l’angelo ha annunciato ai pastori a Betlemme, dicendo: «è nato per voi».

Ci prepareremo al Natale del Signore indicando questo atteggiamento come“chiave” per scegliere il bene ogni giorno e per formare il terreno fertile perché la vita sia risposta alla chiamata del Signore e cammino verso la realizzazione della propria vocazione.

«Scegli il bene con gioia», sapendo che è una strada di felicità quella che viene tracciata da Gesù per ognuno di noi.

«Scegli il bene con gioia» è la proposta per l’Avvento in oratorio 2016. 

Faremo in modo che la gioia sia palpabile in oratorio, attraverso il “cuore contento” di chi ha già scelto di seguire il Signore e ogni giorno si sforza di scegliere il bene. Un ambiente che sa trasmettere gioia e serenità, che sostiene il cammino personale di ciascuno e invita ad affrontare anche le difficoltà con fiducia e bontà crea i presupposti per crescere scegliendo bene, anche la propria strada.

E ogni scelta buona produrrà gioia nel cuore di chi la compie e intorno a sé. La gioia condiziona la scelta del bene e il bene scelto procura gioia. Sarà un “circolo virtuoso” da attivare in oratorio, non solo per l’Avvento.

 

La responsabilità della gioia in oratorio

Le comunità educanti devono sentire la responsabilità della gioia in oratorio. E all’inizio dell’Avvento sono chiamate ad interrogarsi su come rendere ancora più gioioso e sereno l’ambiente dell’oratorio, perché sia “casa accogliente” e “oasi di pace”, in cui alimentare ogni giorno strade buone che plasmino la felicità del cuore.

Sappiamo qual è la via. Quella che il Signore Gesù ha proposto un giorno a quel giovane che possedeva molte ricchezze: «Va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri… e vieni! Seguimi!». Chiedere a ciascun ragazzo di mettere in gioco i propri talenti, domandando piccoli sforzi per migliorare, per crescere nel dono di sé, nel dono di qualcosa di proprio per gli altri, nel servizio, nell’attenzione ai poveri, nel senso della giustizia, è un percorso necessario che rende la proposta di questo Avvento un’occasione per crescere, se diventa opportunità per un accompagnamento personale verso tutti coloro che attraversano la porta dell’oratorio.

L’oratorio va dunque “purificato” da tutte quelle situazioni che possono “appesantirlo”. Ci vuole una forte fraternità delle comunità educanti e uno stemperamento di forme di chiusura e maldicenza, ma anche di passività e inattività, che rendono l’ambiente poco accattivante, poco attraente, non abbastanza coinvolgente.

L’oratorio quindi non deve smettere di proporre e di invitare, accogliendo tutti nella forma dell’animazione, del divertimento e del sorriso, quello che sorge spontaneo in chi sceglie il bene e compie gesti di amicizia e di condivisione.

 

Perchè la gioia?

La proposta «Scegli (il) bene» sviluppa il tema della vocazione presentando gli elementi chiave per crescere lasciandosi «educare al pensiero di Cristo». La sua mentalità e i suoi sentimenti, se coltivati nel cuore dei ragazzi man mano che crescono, possono orientare il cammino fino alla piena realizzazione di sé.

Ci sono delle condizioni perché il «pensiero di Cristo» sia accolto e porti frutto fino a generare vocazione. Li abbiamo individuati così: la gioia, la libertà, la vita buona e la vita comunitaria. L’oratorio può alimentare nella vita dei ragazzi queste dimensioni, mettendone in pratica gli atteggiamenti, proprio attraverso le attività e lo stile che propone. Mentre approfondiremo gli altri aspetti nei tempi di Quaresima e di Pasqua, riprendendo a gennaio e febbraio altri temi della proposta «Scegli (il) bene», nel tempo di Avvento “punteremo” sulla gioia, come “condizione” per scegliere (il) bene e “conseguenza” di una scelta che diventa pratica quotidiana.

Invitiamo le comunità educanti degli oratori a leggere, personalmente e in un momento comune, l’inizio della Evangelii Gaudium (cfr. nn. 1-8), per cogliere il senso profondo di una proposta per un tempo liturgico che diventa stile per l’oratorio.