«Fate la vostra strada. Siate giovani in cammino, che guardano gli orizzonti, non lo specchio»

(Papa Francesco, 6 ottobre 2018)

 

«Nessuno sia mandato via senza speranza»

(Arcivescovo Mario Delpini, Lettera pastorale per l’anno 2018-2019)

 

Via così… sì, ma verso dove? Abbiamo già invitato i ragazzi a partire, per far parte di un popolo in pellegrinaggio. Prima di chiedere di essere costanti nel cammino, ci impegniamo ad allargare i confini e gli orizzonti.

Nel tempo di Avvento in oratorio noi annunciamo la meta e la destinazione del grande viaggio che è la vita. è la  grande opportunità della vita dei discepoli del Signore che, insieme, percorrono la stessa “via”, anche se ognuno “fa” la sua strada!

In Avvento sentiremo spesso risuonare l’invito: «Preparate la via». Per l’oratorio questo significherà aiutare i ragazzi ad alzare lo sguardo e a rallegrarsi, come ci chiede il Signore Gesù, perché «i vostri nomi sono scritti nei cieli» (Lc 10, 20b)!

 

Tutto cambia se cambia la prospettiva. Chi oggi dice ai ragazzi che la loro vita durerà per sempre? Chi gli ricorda che la venuta del Signore Gesù in mezzo a noi porta con sé dei doni, fra i quali la certezza di essere amati da Dio e da Lui così desiderati che nessuno mai ci potrà «rapire» dalla sua mano (cfr. Gv10, 28-30)? In Avvento daremo ai ragazzi la prospettiva del Cielo. Di solito puntiamo sui “buoni propositi”, sulle “azioni buone” da proporre ai ragazzi per l’Avvento o per i tempi forti. Certo, queste non devono mancare, soprattutto perché l’educazione alla carità è la priorità di ogni educazione cristiana. Il nostro cuore di educatori si compiace quando vediamo i ragazzi crescere bene proprio perché fanno il bene. Ma in gioco c’è molto di più. Per questo il Verbo si è fatto carne, per questo la Parola di Dio ha preso corpo e voce in Gesù, il Figlio di Dio incarnato. Abbiamo ricevuto la sua stessa gloria e dignità di figli e ci è stata data la grazia che illumina ogni cosa. Parole difficili che siamo chiamati a trasmettere con semplicità, come parole buone. Come ha fatto Gesù? Lui, vedendo i suoi discepoli tornare dal loro cammino e dalla loro missione (cfr. Icona dell’anno oratoriano Lc 10), dopo che avevano compiuto azioni buone, ha saputo dire: “bene, bravi, ottimo… ma rallegratevi piuttosto perché l’amore di Dio vi custodirà per sempre”. L’oratorio si impegna a trovare quelle parole buonequelle parole giuste che possano essere un segno di speranza per un domani che è già qui e ora.

 

L’oratorio inviterà i ragazzi ad alzare lo sguardo al Cielo e a sentirsi già parte di qualcosa di meraviglioso che ci attende lassù. Prenderemo sul serio il significato profondo del tempo di Avvento che richiama la destinazione ultima, la più grande che l’umanità e ogni singola persona possano mai immaginare. Ci è stata rivelata, per grazia, dal Figlio di Dio venuto nel mondo e fattosi uomo.

 

Il mistero dell’Incarnazione sarà davvero capace di illuminare, di luce propria, la vita di ciascuno. Il Natale sarà ancora una volta l’incontro con Gesù che nasce e che potrà essere ancora più “familiare” perché avremo chiesto ai ragazzi di abituarsi a guardare il Cielo e a riconoscersi in esso. Il nome di Gesù viene associato al nostro nome e capiamo che il suo destino è ormai anche il nostro!

   

Via così …scritti nei cieli

Il tempo di Avvento è opportunità per verificare e rilanciare la proposta dell’anno VIA COSÌ. Sarà più chiara la destinazione del nostro viaggio e sarà più evidente che, per arrivare alla meta, siamo chiamati a camminare insieme, a sentirci parte di un popolo che si riconosce nella sua fraternità. Come il Padre ha scritto il nome di ciascuno, anche in oratorio i nomi di ciascuno vengono “scritti”, come parte di una costellazione che prende più luce se è capace di accogliere in sé proprio tutti, valorizzando la vita e la crescita di ognuno.

La fraternità fra di noi, in oratorio, deve educare alla familiarità con Dio, accompagnando ogni fascia d’età ad incontrare il Signore Gesù nella preghiera.

In Avvento possiamo aumentare le occasioni di preghiera, fino ad arrivare a proporre la preghiera quotidiana insieme, per tutto il tempo (prima della scuola o attorno al catechismo ma tutti i giorni per tutte le “classi”) o in alcuni momenti come la Novena di Natale. L’oratorio è invitato a riconoscersi come scuola di preghiera, e a trovare formule di accompagnamento in cui i grandi pregano con i più piccoli (cfr. sussidio VIA COSÌ).

 

È il tempo dopo due Sinodi

È responsabilità delle comunità educanti degli oratori farsi carico dei “risultati” del Sinodo Minore “Chiesa dalle genti” e del Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. L’esito dei due Sinodi chiede che venga messo in discussione il “si è sempre fatto così”, per vivere insieme una svolta o comunque accogliere nuove consapevolezze. Il tempo di Avvento è un tempo pastoralmente utile per dare dei segnali anche ai ragazzi e alle loro famiglie che siamo una Chiesa che sta cambiando e delineando nuove forme quando si tratta di accoglienza, di accompagnamento, di nuovo protagonismo. Lasciamoci interpellare, fissando prima di Natale alcune iniziative che possiamo realizzare per la ricezione delle parole buone che i Vescovi del mondo e la Chiesa ambrosiana ci hanno affidato.

 

L’Itinerario settimanale dell’Avvento in oratorio

Nella prima domenica di Avvento, nell’epistola, san Paolo dice: «Nessuno vi inganni con parole vuote». Noi, durante il tempo che ci prepara alla venuta del Signore, ci impegneremo ad usare parole buone, facendo riferimento all’orizzonte ampio dei “cieli nuovi” che ci attendono! Man mano che passeranno le settimane crescerà la gioia per la speranza che ci viene incontro e per l’incontro con il Figlio di Dio che è nato per rivelarci la promesse del Padre: «i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Ogni settimana potremo consegnare delle parole che potranno aiutare nel cammino della vita, insieme a quelle che durante la settimana i ragazzi troveranno nel Calendario dell’Avvento ambrosiano.

 

I di Avvento – Le parole della novità
«Vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube»

La novità è che Dio ci viene incontro nel nostro cammino per avvicinare il cielo alla terra. È come uno “sconvolgimento” per cui tutto appare nuovo se diventa chiara la meta del viaggio che è la vita. A prima vista tutto sembra dolore, distruzione, disperazione ma ci sono parole buone che ci parlano di vittoria del bene, di luce, bontà, giustizia, testimonianza, perseveranza, gloria.

 

II di Avvento – Le parole della vita in comune
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo»

Verso la meta alta della santità, e dell’incontro con il Signore che viene, si va insieme. Così come coloro che si mettevano in fila per farsi battezzare da Giovanni il precursore. Cercheremo di capire l’importanza di appartenere ad un popolo in cammino, che ci trasmette la buona notizia e le parole buone che ci permettono di avere anche noi lo stesso nome del Figlio di Dio e di riconoscerci con i nostri nomi, gli uni gli altri.

 

III di Avvento – Le parole che mantengono promesse
«In quello stesso momento Gesù guarì molti»

Quando le parole corrispondono ai fatti, le promesse vengono mantenute. È così che si comporta Gesù, dicendo la verità su quelle cose che gli stessi occhi possono vedere realizzarsi, per cui è vero che è Lui quello «che deve venire» e non «dobbiamo aspettare un altro». Ed ecco che le parole trasformano anche noi in una «promessa» quando ci dice che i più piccoli nel Regno sono più grandi di quanto possiamo immaginare.

 

IV di Avvento – Le parole della festa
«Benedetto colui che viene, il re»

Si fa festa quando si capisce, con la testa e con il cuore, che un avvenimento si sta compiendo davvero dinnanzi ai nostri occhi! Dio entra a far parte della nostra vita. Accade quando lo si accoglie con tutto se stessi, quando si comprende che, d’ora in avanti, senza di Lui non possiamo fare nulla. Chi è venuto, il Messia, ci ha mostrato la strada della santità, ci ha dato la prospettiva del cielo e ci ha resi fratelli fra di noi.

 

V di Avvento – Le parole dei sentimenti
«L’amico dello sposo che è presente e ascolta, esulta»

Gesù viene dall’alto a illuminare ogni cosa. Viene a raccogliere i nostri nomi e a consegnarli al Padre perché ci scriva i nuovi cieli. Da Gesù impariamo ad essere una costellazione, una comunità in cui imparariamo a mettere in pratica i sentimenti più veri, perché sono il segno dell’amore più grande. Inizia la Novena di Natale: lasciamo che i nostri ragazzi si lascino guidare dalle parole dell’Arcivescovo Mario con i suoi racconti.

 

VI di Avvento – Le parole della gioia
«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te»

Ultimissimi giorni prima di Natale, non ci resta che rallegrarci, insieme a Colei che è chiamata ad essere la Madre di Dio. Maria con il suo “sì” ci aiuta a comprendere il mistero dell’Incarnazione. Il dono della grazia va accolto con il cuore ricolmo di gioia. Qualcuno ci sta dicendo che la nostra vita non sarà più la stessa e che Dio farà parte di noi per sempre. Ecco una prospettiva nuova che ci spinge ad andare avanti… VIA COSÌ!

 

La traduzione pratica e di animazione del tema dell’Avvento sarà a cura delle comunità educanti e dei gruppi degli animatori, chiamati a confrontarsi sulla proposta, a conoscerla e a concretizzarla.